facciate

San Floriano, secondo Luigi Scapini

Luigi scapini, san floriano, affresco, via roma, verona, 1984
Luigi scapini, san floriano, affresco, via roma, verona, 1984

Il 4 Maggio si festeggia S. Floriano, era, secondo la tradizione agiografica, un soldato romano di stanza nel Norico, impegnato nella difesa del confine settentrionale dell’impero; in quanto cristiano, subì il martirio sotto l’impero di Diocleziano (284305).

L’affresco realizzato da Luigi Scapini nel 1984 sulla facciata del palazzo in Via Roma a Verona (di fianco a palazzo Carli, vicino a Castelvecchio) porta nella mano sinistra la palma del martirio, nella destra lo stendardo dei cavalieri cristiani.

Luigi Scapini, san floriano, affresco su facciata di Via Roma a Verona
Luigi Scapini, san floriano, affresco su facciata di Via Roma a Verona

 

 


Ai suoi piedi  sulla sinistra un incendio ci  ricorda che il santo è venerato come protettore dei vigili del fuoco; secondo una leggenda infatti, spense l’ incendio di un’intera città con un solo secchio d’acqua e salvò due carbonai travolti dalle fiamme dopo che lo ebbero invocato.

Il patronato del santo, come ricorda l’affresco in basso a sinistra,  è esteso anche alle vittime delle inondazioni, morì infatti gettato nel fiume Enns con una pietra di mola al collo il 4 Maggio  del 304 d.C.

 


S.Cristoforo a/e S.Vitale ovvero “propizio è attraversare la grande acqua”

s. cristoforo, luigi scapini, mosaico
s. cristoforo, luigi scapini, mosaico

Queste due opere risalgono agli anni ’70 del secolo scorso come forse si evince dalla “qualità”delle foto, che pur dopo tanti ritocchi con photoshop, conservano ancora la polvere del tempo e quel colore da aranciata tipico degli scatti di allora.

Il primo mosaico, ben visibile sulla facciata della casa a sinistra della chiesa nella piazza principale di S. Vitale, ameno paesino della Lessinia (VR), rappresenta  un

colossale S. Cristoforo  vestito di pelle, nell’atto di traghettare il piccolo Fanciullo di là dal fiume.

Del bambino divino si vede bene una gambetta tra i  suoi capelli, più leonini che cinomorfi, come invece vuole una certa tradizione che raffigura il santo Cristoforo come Cinocefalo, inscrivendo il santo in storie di uomini-cane comuni al Dio egizio Anubi che traghettava le anime dal regno dei vivi a quello dei morti,  a Upuaut “colui che apre la via”, ma anche a culti pagani legati al moto astronomico di Sirio, una delle stelle appartenenti alla costellazione del Cane Maggiore, festeggiato sia in Oriente che in Occidente  il 25 Luglio, periodo della “canicola” estiva.

Cristoforo, novello Atlantide, portando il peso del mondo sulle sue spalle (infatti si dice che  durante il trasporto il bambino diventasse sempre più grave sulle spalle del gigante) suggerisce che  l’uomo dopo l’avvento di Cristo non è più responsabile solo del proprio piccolo mondo, ma di tutto il creato…tema piuttosto caldo ai giorni nostri.

Insomma non solo per S. Cristoforo, come dicono i Ching: propizio è attraversare la grande acqua.

   Girando l’angolo, un po’ nascosto nella veranda della casa, una piccola edicola con un mosaico dedicato al santo del paese:

 S.Vitale

s. vitale, luigi scapini, mosaico
s. vitale, luigi scapini, mosaico
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